Tradizione e territorio

Foto 1 DSCN1147 foto2 box fichi ripieni

“La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme.”

Guido Piovese, Viaggio in Italia, 1957

“La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca.”

Cesare Pavese, Lettere, Brancaleone, 1953

“I calabresi mettono il loro patriottismo nelle cose più semplici, come la bontà dei loro frutti e dei loro vini. Amore disperato del loro paese, di cui riconoscono la vita cruda, che hanno fuggito, ma che in loro è rimasta allo stato di ricordo e di leggenda dell’infanzia.”

Corrado Alvaro, Quasi una vita, 1950

Belmonte Calabro: una terra, villaggio della Magna Grecia, culla della macchia mediterranea.

È un ambiente naturale pieno di colori, di voci, di profumi. Quel che colpisce subito è il mare,il verde intenso della fitta boscaglia, regno incontrastato di una grande varietà di uccelli.

Ghiandaie, merli, gazze ladre, tordi, cornacchie, fringuelli, verzellini, pettirossi, verdoni, usignoli, picchi, upupe, gufi, cincie, ghiri, scoiattoli popolano questo mondo di armonia e di bellezza.

Da novembre a gennaio una miriade di palline di color rosso fuoco spunta in modo spettacolare sulla gran massa di verde:sono i corbezzoli, belli a vederli, saporiti a mangiarli.

Questo è anche il tempo del mirtillo; i rametti flessibili della pianta servono per infilarvi i fichi secchi ai quali danno un caratteristico profumo di bosco. In primavera fiorisce il biancospino. Artibel è qui. Artibel è a Belmonte Calabro.

Il nome del paese  deriva probabilmente da Beaumont, maresciallo dell’esercito angioiono che diresse i lavori per la costruzione delle fortificazioni costiere e del castello; oppure, dalla voce dialettale “bellumunte” che indicava la collina su cui sorge il castello, fatto costruire da Carlo D’Angiò nel 1270, ma già nei secoli precedenti nel territorio vi erano piccoli insediamenti spersi di colonizzatori greci e di Bruzi. Diventò importante come Contea dei Salvacossa, Baronia dei Tarsia e dei Raveschieri e poi Principato dei Pignatelli. Subì gli assalti dei pirati e l’assedio dei francesi. Prese parte attiva al movimento repubblicano  del 1799 e a quello risorgimentale.

Queste nostre terre, sin dall’antichità sono state celebrate dagli storici e cantate dai poeti. Padre Fiore da Cropani: “bello e vago paese peino di cedri, aranci e limoni”; Gabriele Barrio: “Vi crescono orti frondosi e vi nascono frutti di ogni genere e precoci” Poeti di ieri e di oggi.

Galeazzo di Tarsia: “ Chiare, fresche, correnti e lucide onde; verdi prati, alti poggi e boschi ameni”.

Peppino Veltri: “ Da levante l’olezzo ella (Belmonte) riceve dei fiori alpestri su pel clivio sparsi mentre a ponente il glauco mar l’allieta con cinguettar ed il frusciar dell’onde”.

In queste terre Artibel è nata e ha costruito la sua storia, ed è qui che impronta la sua azione quotidiana.

“È un suggestivo paesaggio in cui si integrano ambienti naturali diversi ed elementi rappresentativi della nostra civiltà contadina e della nostra storia basti pensare ai numerosi mulini ad acqua che accompagnano il fiume nella sua incessante corsa verso il mare. La grande ricchezza di biodiversità, rappresentata dalla presenza di circa duecento specie vegetali ed di centotrenta specie animali. 

Un ambiente naturale di grande pregio nel quale si inserisce un paesaggio antropico modellato dall’attività tipica di questa regione:l’agricoltura. Piccoli borghi rurali e mulini ad acqua, masserie e piccolissimi nuclei di terreni in coltivazione, sono gli elementi caratteristici del territorio del Comune di Belmonte. Una campagna caratterizzata da un paesaggio agrario rubato alla contorta morfologia collinare in un irregolare alternarsi di boschi di querce, di macchia mediterranea, di vigneti ed uliveti, con una sua edilizia fatta di case basse e di piccoli centri rurali.”

*tratto da A.P.B. Belmonte Calabro e il suo Gigante

È qui che Artibel produce. Sapori ottenuti con ricette antiche, testimonianze di un passato in cui le civiltà Ellenica e Greco-Romana sono rilevatrici di una mappa gastronomica di squisita impronta agreste i cui sapori gratificavano gli uomini  e gli Dei del tempo. 

Una presenza gravida di credenze e ritualità alimentari  dove il cibo e il fuoco simboleggiano la casa, la famiglia, la vita felice di un popolo.

Un cocktail esclusivo di aromi, sapori, tradizioni, per esaltare al massimo la classica ed inimitabile cultura alimentare mediterranea. 

Foto 3 Immagine1970 Foto 4 DSC 0071da
Foto 6 bancarella
Foto 5bis belmonte32 Scogli dellISca

Foto 7 Dscn0841

Foto 8 Immagine 093